martedì 13 ottobre 2015

piove fuori e dentro me

E' accaduto proprio ciò che era la mia più grande paura.
Si è concretizzata alle 10:01 quando ho visto sul display del cellulare la chiamata "ARIETE Morosini".
Non ho risposto di proposito: sapevo già in cuor mio cosa avrebbe portato quella telefonata. Non me la sono sentita di ascoltare cosa avesse da dirmi, di parlarle. Mi veniva da vomitare alla sola idea.
Ho chiamato Massimo, gli ho passato il numero di cellulare e gli ho chiesto di farlo per noi: io non me la sentivo.
Mi ha richiamato alle 10:18, trovandomi mentre mi apprestavo a segire una conferenza sul lavoro.

La Morosini(psicologa) gli ha spiegato che la madre biologica di Van A, ricontattata per firmare l'autorizzazione all'adozione internazionale ha rifiutato di farlo.
L'abbinamento dunque, almeno per ora, non è perfezionabile.
Ci potrebbero voler mesi perchè la madre biologica cambi idea e potrebbe non accadere.
Ci hanno posto davanti alla scelta di insistere ad aspettare che questo abbinamento in qualche modo "si sblocchi" o procedere con la richiesta di un altro abbinamento.
Rispetto a questo nuovo abbinamento si è sbilanciata affermando che nel giro di 3-4 mesi potremmo partire.

Mi ha spiegato che con la Morosini ha preso tempo e le ha detto che ci saremmo risentiti.

Non avevo parole, solo un grosso buco nel cuore, la testa vuota, lo stomaco stretto in una morsa.
L'ho salutato e gli ho detto che ne avremmo cercato di parlarne con calma più tardi.

Alla conferenza trattengo le lacrime, con un orecchio ascolto parole che paiono così vuote e lontane; nella mente allo stesso tempo la sensazione di vuoto e un vertice di pensieri che premono; nella gola la voglia di urlare BASTAAAA e nelle mani quella di prendere a pugni qualcosa.
Nel mezzo di tutto ciò mi arrivano flash di quegli occhi in quella fotografia.

Cerco di calmarmi e razionalizzare. Penso di informare le persone di cui mi fido e che forse mi possono in qualche modo aiutare a farlo.
Metto su carta quanto è successo.

Piove: fuori e dentro me.

Nel pomeriggio telefoniamo alla Giannino(referente per il Vietnam in Italia) e in serata richiamiamo la Morosini per cercare di chiarire il più possibile le cose.
La sostanza di quanto raccontataci nella prima telefonata non cambia.
- La mamma non firma il consenso. Sul perché questo mancato consenso arrivi dopo ben 7 mesi non ha saputo o voluto dirci nulla.
- La referente in Vietnam, Miss Ha, dice che potrebbe forse essere questione di tempo: altri 5/6/7 mesi o anche mai, così ci ha autorizzato/consigliato di rinunciare all'abbinamento.
Ma perché la madre naturale dovrebbe cambiare idea? Perché poi non dopo 5/6/7 settimane ? Sulla base di cosa quella stima?
- Miss Ha ha spiegato loro che ha già un abbinamento "pronto" e che potremmo partire entro 3/4 mesi.
Abbiamo chiesto come fa Miss Ha ad essere così sicura che in 3 mesi potremo partire, visto quanto accaduto con Van A. La Morosini ci ha detto che non lo sa: la sua ipotesi è che forse in questo nuova abbinamento lo stato di abbandono del bambino è certo.
Lei ci ha detto di non sapere assolutamente NULLA su questo nuovo abbinamento.
Ci ha detto che il consiglio dell’ente è quello di prendere una decisione in fretta,  visto questa nuova opportunità, ma che in ogni caso la decisione sarà nostra.

Per concludere ha detto che è la seconda volta che le succede una cosa del genere dal Vietnam e che naturalmente era molto dispiaciuta.

Riguardo allo svolgimento della procedura, ci ha precisato che solo dopo che loro fanno firmare la proposta di abbinamento partono le procedure per verificare che il bambino sia adottabile: è solo allora, a proposta firmata, che si può contattare la mamma biologica o i parenti per definire lo stato di adottabilità del minore.
Loro come ente sono obbligati a far firmare alla coppia la proposta prima che vengano fatte tutte le indagini.
A me risulta che altri enti operino in modo diverso e che la firma del documento "proposta di abbinamento" venga firmato dopo la comunicazione della nota Dia, ma non è questo il momento di "fermarsi" su queste puntualizzazioni.

Mi sento in colpa e responsabile per come sono andate le cose e perché mi sono lasciata andare all'illusione che tutto sarebbe andato bene, trascinando altri in questo che è diventato solo dolore..
Ho voluto credere a un'illusione. Forse ho anche interpretato "come mi stava bene in quel momento" parole che ora assumono altri significati e conseguenze.
Nella mia testa erano solo "questioni burocratiche" quelle che c'erano da risolvere e io ero proprio convinta che la proposta di abbinamento che abbiamo firmato a marzo presupponesse il fatto che la madre avesse già rinunciato e dunque l'adottabilità di Van A non fosse in discussione.
Niente di scritto da parte di Ariete, solo una mia interpretazione.

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