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mercoledì 4 gennaio 2017

arrivi dal Vietnam 2016

Riporto direttamente dal sito di Ariete:

inzio Dicembre 2015 e fine Marzo 2016
6 coccarde per il Vietnam, di cui 5 rosa per Lan Chi, Thi Thom, Khanh Van, Dinh Khan Ha, Ngon Lan e  1 azzurra per Quag Dung.     

fine Marzo 2016 e fine Luglio 2016
24 nuove coccarde per il Vietnam, di cui 17 rosa per Lan Chi, Thom, Khanh Va, Dinh Khan Ha, Ngoc Lan, Thi Diep, Thi Ngan,  Thi Anh, Hong Anh, Thi Dai Trang, Khanh, Thi Hong, Khanh Tram, Moc Mien, Khanh Nhat Khu, Thi A, Thi Huyen An e  7 azzurre per Thanh Loc, Bao Huy, Hoai An, An Tuong, Quang Thu, Phu Quoc, Quang Huy.     

fine Luglio 2016 e fine Dicembre 2016 
18 coccarde per il Vietnam, di cui 12 rosa per Bao Chau, Quyet Tien, Thi Nguyet, Ngoc Thao Loan, Gia Han, Phuong Thao, Phuong Anh, Ngoc To Uyen, Ngoc Nhu,  Hanh, Gia Nhi, Huyen Dieu  e  6 azzurre per Van Vuong,  Manh Hung, Hong Phong, Minh Khoa, Minh Hoang, Trung Kien

In totale sono arrivati 48 bambini tra cui anche la nostra MTT.

Il NAAA sul suo sito pubblica che nel 2016 dal Vietnam sono arrivati  28 bambini, di cui 15 maschi e 13 femmine.


mercoledì 14 ottobre 2015

articolo presidente CIAI ull'operato della CAI

http://www.vita.it/it/article/2015/10/14/commissione-adozioni-ritorniamo-alle-linee-di-indirizzo-enunciate-ma-l/136953/

Commissione Adozioni: ritorniamo alle linee di indirizzo enunciate, ma lavorando in modo diverso di Paola Crestani, presidente CIAI  - 14 ottobre 2015

Nell’ultimo periodo si è parlato spesso dell’operato della Commissione Adozioni Internazionali, evidenziandone alcune criticità. Questo il parere di CIAI, il primo ente nato in Italia

Nell’ultimo periodo si è parlato spesso dell’operato della Commissione Adozioni Internazionali, evidenziandone delle criticità. Questo il parere di CIAI.

Nel giugno del 2014, poco prima dell’unica convocazione della Commissione Adozioni, la vicepresidente Silvia Della Monica aveva espresso, in un’intervista al periodico “Vita”, le linee strategiche della sua azione per le adozioni internazionali (l'intervista completa nelle news correlate e sul sito della CAI, ndr). Avevamo plaudito alle sue proposte, che rispecchiavano quanto da sempre CIAI propone in un’ottica di una maggiore attenzione alla qualità e non solo alla quantità delle adozioni: la definizione di procedure, in Italia e all’estero, che consentano standard di garanzie e trasparenza necessari ad assicurare la tutela del superiore interesse del minore e l’implementazione della cooperazione internazionale nello spirito della Convenzione Aja.

Per quanto riguarda il rapporto con gli Enti Autorizzati, la vicepresidente aveva espresso l’impegno della Commissione a ricoprire un ruolo di riferimento istituzionale autorevole che favorisse la collaborazione proficua, pur nel rispetto dei ruoli, in particolare del ruolo di controllo che la CAI deve esercitare nei confronti degli enti autorizzati. Attività di vigilanza che all’epoca si annunciava sarebbe stata implementata.

Aveva poi indicato anche altre priorità, sia a livello nazionale che estero, che abbiamo condiviso pienamente perché ritenevamo che tracciassero le strategie migliori per rendere il sistema delle adozioni internazionali più trasparente e maggiormente tutelante i diritti dei bambini oltre ad avvicinarlo alle necessità delle famiglie: rafforzamento della rete con le Regioni, con i servizi sociali e le associazioni familiari; verifica e razionalizzazione dei costi e maggiore deducibilità fiscale; stipula di accordi bilaterali con i Paesi non ratificanti la Convenzione de L’Aja; maggiore sostegno all’attività degli Enti all’estero.

Purtroppo, a circa un anno e mezzo da quelle dichiarazioni, ci sembra di poter dire che nulla o quasi di quanto annunciato sia stato attuato.

La Commissione Adozioni si è riunita solamente una volta - il 24 giugno del 2014 - e da allora non è stata mai più convocata, impedendo di fatto una serie di attività importanti per le adozioni come le nuove autorizzazioni nei Paesi o la verifica delle rendicontazioni dei progetti di sussidiarietà, il che equivale a dire che i progetti di cooperazione internazionale realizzati e rendicontati dagli enti autorizzati non sono neanche stati rimborsati.

Con gli enti autorizzati, l’attuale CAI ha organizzato un’unica riunione plenaria ancora nel 2014, ma nessun tavolo di lavoro e nessun incontro periodico. È inoltre diventato per noi Enti difficilissimo riuscire ad interloquire con la Commissione adozioni, e ci risulta che anche le famiglie abbiano lo stesso problema. Non riusciamo nemmeno ad avere riscontro a richieste inviate ripetutamente. Non si hanno inoltre notizie degli auspicati controlli di vigilanza sugli enti autorizzati. Diversi mesi fa, in Parlamento, è stato comunicato che erano stati avviati i controlli nei confronti di due enti in base a motivate segnalazioni, ma sull’esito di queste verifiche non si è detto nulla. Pensiamo certamente che un’attenta verifica delle attività degli Enti sia presupposto fondamentale per poter creare un sistema delle adozioni trasparente ed efficace, nel rispetto dei diritti dei bambini, ma tali verifiche devono espletarsi in un tempo ragionevole e prevedere delle sanzioni chiare, altrimenti inquinano solo il clima di collaborazione. Attualmente, a fronte e forse proprio a causa di una mancata verifica generale delle attività degli Enti, questi ultimi non sono minimamente coinvolti nelle attività della Commissione. Non viene neppure data comunicazione rispetto alle attività della Commissione adozioni nei Paesi in cui gli enti stessi operano, arrivando alla paradossale situazione di avere informazioni di quanto fa la nostra Autorità Centrale dalle Autorità Centrali straniere.

Rispetto alla definizione di procedure maggiormente garantiste dei diritti dei bambini, da noi auspicata e ritenuta necessaria specialmente nei Paesi che non hanno ratificato la convenzione Aja e dove quindi i margini di manovra sono più ampi e meno normati, non ci sono stati passi in avanti.

Segnaliamo poi che non abbiamo nessuna informazione rispetto ai dati delle adozioni del 2014. Il rapporto statistico annuale della CAI ha sempre rappresentato uno strumento importante per analizzare la situazione delle adozioni ed indirizzare le attività degli Enti e della Commissione stessa. In un momento come questo di grande cambiamento delle adozioni, non solo per il calo numerico a livello globale ma specialmente per l’aumento di bambini con bisogni speciali, sarebbe estremamente importante avere dati oggettivi per indirizzare al meglio le attività per accogliere, accompagnare e seguire i bambini adottati e le loro famiglie.

È necessario un cambio di prospettiva per affrontare in modo efficace le criticità che permangono nel nostro settore ormai da troppo tempo. Ripartiamo dalle stesse linee di indirizzo espresse a giugno 2014 dalla vicepresidente Silvia Della Monica, ma con un metodo diverso, dove tutti gli attori sono coinvolti e chiamati a giocare attivamente un ruolo costruttivo. Sotto il coordinamento della Commissione, si imposti un vero lavoro di rete che, nel rispetto del ruolo e delle responsabilità di ciascuno, veda tutti gli attori del processo adottivo coinvolti a collaborare costruttivamente e genuinamente.

    Ripartiamo dalle stesse linee di indirizzo espresse a giugno 2014 dalla vicepresidente Silvia Della Monica, ma con un metodo diverso, dove tutti gli attori sono coinvolti e chiamati a giocare attivamente un ruolo costruttivo.
    Paola Crestani

Non esiste una ricetta semplice né un singolo responsabile e cercare di identificarne uno a tutti i costi avrà al massimo l’effetto di garantire un po’ di visibilità, ma non aiuterà ad andare avanti.

Chiediamo che la Commissione sia convocata al più presto, provvedendo anche alla nomina dei membri che ancora mancano; che il Governo doti urgentemente la Commissione Adozioni delle risorse umane ed economiche necessarie per assolvere il proprio mandato; che gli Enti siano coinvolti nel lavoro della Commissione e abbiano la possibilità di mettere a disposizione il patrimonio di esperienza e professionalità che sono loro propri. Chiediamo che gli Enti rispettino il ruolo di governo delle adozioni internazionali proprio della Commissione Adozioni e si impegnino a collaborare attivamente al sistema italiano delle adozioni nel suo insieme.

martedì 13 ottobre 2015

c'è di che sentirsi tranquilli e tutelati

Adozioni, una commissione fantasma: di Antonello Cherchi - 12 ottobre 2015 - Il sole 24 ore

Una riunione all’anno. È questo il ritmo di lavoro della Commissione per le adozioni internazionali (Cai), di cui da tempo si hanno scarne notizie. Ad aver perso le tracce dell’organismo incardinato presso la Presidenza del consiglio e che sovrintende all’ingresso in Italia dei bambini stranieri in cerca di una nuova famiglia, sono non solo i genitori in attesa e gli enti autorizzati che li aiutano a realizzare quel sogno, ma gli stessi componenti della Commissione. Che non si sa più bene quali siano.

Le uniche occasioni in cui i commissari si sono potuti vedere in faccia tutti insieme risale, infatti, a giugno dell’anno scorso, quando si è insediata la vicepresidente Silvia Della Monica, consigliere di Cassazione ed ex senatrice Pd, nominata sul filo di lana dall’ex premier Enrico Letta prima che cedesse il testimone a Matteo Renzi. Da quel momento, la Cai non si è più riunita, rispettando una lenta tabella di marcia inaugurata due anni fa, in occasione dei saluti all’ex vicepresidente Daniela Bacchetta, che a novembre 2013 aveva lasciato dopo due mandati. In quel caso, però, fu il Governo a essere poco tempestivo e a rimandare di mesi la designazione della nuova vice. Di contro, dei motivi che da giugno 2014 a oggi hanno impedito alla Cai di riunirsi si sa poco. Il Sole 24 Ore ha tentato a più riprese di contattare Silvia Della Monica, ma senza successo.

Pure gli stessi commissari non sanno spiegarsi il motivo di tale latitanza. «Anche perché - spiega Anna Guerrieri, vicepresidente del Care (Coordinamento delle associazioni adottive e affidatarie in rete) che presso la Cai esprimeva un commissario nella persona di Morya Ferritti - è vero che la Cai può comunque andare avanti perché il presidente può assumere provvedimenti d’urgenza, ma la commissione deve poi ratificarli».

È il problema sollevato al Senato da un’interrogazione a cui il Governo ha risposto a inizio marzo. Gli interroganti - primo firmatario l’esponente di Area popolare, Carlo Giovanardi, che nel passato è stato presidente della Cai - chiedevano il perché di tanto ritardo nelle riunioni della commissione. Andrea Olivero, viceministro dell’Agricoltura delegato dal Governo a rispondere, in quella circostanza assicurò il legittimo funzionamento della Cai - nell’interrogazione si faceva riferimento anche all’anomalia del cumulo di cariche di Della Monica (vicepresidente, presidente per delega di Renzi e direttore generale) - e confermò che «la commissione esprime la sua azione attraverso decisioni sia collegiali che monocratiche». «La commissione - replicò immediatamente Giovanardi - non si è mai riunita e non ha mai deliberato nulla».

Da un po’ di mesi a questa parte, però, il problema non è solo capire perché la Cai non trova il tempo per riunirsi, ma anche sapere chi, nell’eventualità di una convocazione, dovrà presentarsi. A luglio, infatti, due commissari rappresentanti dell’associazionismo familiare hanno terminato il loro mandato. Si tratta di Morya Ferritti e di Francesco Maria Mennillo, del coordinamento “Famiglie adottanti in Bielorussia”. I due, però, continuano a comparire nella composizione della Cai riportata sul sito istituzionale, che da mesi è in aggiornamento. Così come compare il nome dell’avvocato Simone Pillon, rappresentante del Forum delle famiglie. «Se mi rifaccio al sito - afferma Pillon - mi ritengo ancora nella Cai». A differenza degli altri due, il mandato di Pillon è teoricamente in corso, ma c’è da fare i conti con il decreto firmato a marzo da Graziano Del Rio prima che da sottosegretario di Palazzo Chigi diventasse ministro delle Infrastrutture. Decreto che ha rivisto i criteri di designazione nella Cai dei rappresentanti dell’associazionismo familiare. Secondo le nuove regole, le associazioni che hanno rapporti con uno o più dei 62 enti autorizzati ad accompagnare le famiglie nel percorso adottivo, non possono stare nella commissione. E il Forum delle famiglie si trova in questa condizione, ma nessuno ha comunicato a Pillon che deve farsi da parte. «La realtà - aggiunge l’avvocato - è che quel decreto è un pasticcio».

Insomma, si naviga a vista. Nel frattempo le notizie che arrivano dal fronte delle adozioni non sono confortanti. Oltre alle cronache sulla difficoltà di adottare da alcuni Paesi - questa estate è stata la volta di alcuni genitori che aspettano i loro bimbi dal Congo - i numeri dicono che le adozioni internazionali sono in forte calo. Gli ultimi dati ufficiali riferiti al 2013 già fotografano la discesa. «Anche il fatto che da due anni non ci siano report istituzionali - sottolinea Guerrieri - aiuta a capire la situazione di blocco della Cai, che prima produceva un monitoraggio anche due volte l’anno. In mancanza di rilevazioni ufficiali, ci dobbiamo affidare alle proiezioni degli enti autorizzati, che ci confermano che quel calo continua».

giovedì 10 settembre 2015

qualche numero

Oggi sono andata a vedere il sito della nostra associazione e mi sono letta i dati sugli ingressi dal Vietnam:

2014
settembre, ottobre     -   4
novembre, dicembre -   7
 2015
gennaio                      -  7
febbraio, marzo          - 8
aprile, maggio            - 3
giugno, luglio            - 0

Non sono confortanti...

Da notizie raccolte ufficiosamente, ciò che so è che:
- oggi rientrano due famiglie da Hanoi, una delle quali aveva avuto l'abbinamento a gennaio e la nota del DIA a inizio luglio
- prima di noi c'è un'altra coppia con abbinamento di metà febbraio, che ha ricevuto la nota del DIA a inizio agosto e non è ancora partita.

Dopo il nostro non mi risultano altri abbinamenti, anche se non lo ritengo plausibile.
Le persone non si espongono e non si raccontano più, nè sui vari forum, nè su FB.
Personalmente non lo ritengo positivo.

Gli ultimi dati pubblicati dalla CAI riguardano il 2013 e ritengo questo vergognoso.

Gli enti che operano in Vietnam sono i seguenti e tra parentesi indico il numero di adozioni concluse nel 2015 ricavabile dal loro sito web.


ARIETE ONLUS  (18)
AZIONE PER FAMIGLIE NUOVE-Onlus (? solo dati ufficiosi, ma insieme ad ARIETE è l'associazione che riesce attualmente a concludere più adozioni: a me ne risultano almeno 12)
N.A.A.A.  (9)
CIFA ONLUS (4 nel 2014?)
C.I.A.I. (2)
Associazione ENZO B (? non si capisce; a me ne risulta 1) di sicuro quel 40 è fisso da fine 2010
COMUNITA' DI S. EGIDIO (?)

martedì 3 marzo 2015

inchiesta

Inchiesta di "la Repubblica"

Un'inchiesta ben fatta. Documentata.
Le interviste rappresentano due delle molteplici esperienze possibili, sicuramente molto lontana da quella che è stata la nostra e molto lontana da quello che è il nostro pensiero sull'adozione.

venerdì 6 febbraio 2015

...

I miei uomini mi hanno lasciata sola questa sera e allora mi prendo un po' di tempo per venire qui.

E' una sera da ricordare questa: 8 anni fa quando proprio non ce l'aspettavamo è arrivata quella telefonata.
I giorni passano veloci... MMT corre di nuovo e spero che la prossima settimana "l'ortopediatra", come dice lui, gli dia l'ok per riprendere l'attività sportiva. Finalmente.

Fa freddo, fa un freddo becco oggi: la bora ha soffiato fino a 156km/h.

Gli abbinamenti e le partenze di associazione Ariete procedono e dal loro sito si legge che dallo scorso settembre e questo inizio febbraio sono arrivati in Italia 18 bambini.

In questi giorni ho trovato nel bellissimo blog di viaggi di una ragazza italiana i racconti del suo Vietnam.

giovedì 25 settembre 2014

Ordinary Miracles & The Crazy 9: VietNam 2014

Il reportage di una mamma americana che lo scorso giugno ha accompagnato  la figlia in un viaggio dono post-diploma in Vietnam e in particolare in un orfanatrofio.
Per il viaggio si è appoggiata all'organizzazione PROJECT BEING THERE che collabora con il St. An’s Orphanage, una struttura privata cattolica, dove operano 25 suore, nella provincia di Nam Dinh a un paio d'ore a sud di Hanoi. I bambini presenti sono un'ottatina, da 0 a 19 anni e 24 di loro sono special-need. Essendo la struttura privata i bambini non sono adottabili, nè in AI nè in AN.

Interessante leggere della recente riapertura del processo americano di adozioni in Vietnam.



giovedì 26 giugno 2014

Blue Dragon

In questi giorni sono usciti degli articoli sulla tratte delle ragazze vietnamite in Cina:
E' da tempo che seguo il blog dell' australiano di cui si parla negli articoli: Michael Brosowski.
E' arrivato nel 2002 in Vietnam e per aiutare i bambini di strada con la cui realtà si è scontrato fin dal suo arrivo ad Hanoi ha creato l'associazione Blue Dragon, che con gli anni è cresciuta e che ora si occupa anche del traffico delle ragazze tra Vietnam e Cina.
Qui una sua intervista.

venerdì 30 maggio 2014

come abbina il TdM di Trieste?

L'ultima riunione dell'ANFAA è stata incentrata sulla presentazione da parte del presidente del TdM di Trieste, dott. Sceusa del nuovo metodo di abbinamento coppia bambino nell'adozione nazionale di cui un sunto viene illustrato nel seguente documento(il pdf si può scaricare qui):





I numeri del TdM Trieste comunque sono sconfortanti: su circa una media di 600/800 disponibilità "in essere", all'anno vengono adottati circa 20 bambini: 10 abbandonati alla nascita e 10 in seguito a procedure più o meno complicate e lunghe.
Con la nuova procedura (che è in essere da meno di un anno) si suppone diminuiranno le richieste di rinnovo(molte coppie si renderanno conto dell'impossibilità di abbinamento in questo tribunale) ma ci si aspetta anche l'aumento di coppie che depositino da altre regioni.

martedì 22 aprile 2014

rapporto della CAI 2013 "Dati e prospettive nelle Adozioni Internazionali"

Nel 2013 sono stati autorizzati all'ingresso in Italia 2.825 minori stranieri, a fronte dei 3.106 dell’anno precedente, con un decremento del 9%, a loro volta le coppie adottive che hanno portato a termine un’adozione nel 2013 sono state 2.291 rispetto alle 2.469 del 2012 con un decremento del 7,2%.
Il tempo medio che le coppie adottive hanno impiegato dalla disponibilità presentata in tribunale all’autorizzazione all’ingresso del/dei minori adottati è di 3,3 anni.
Confronto con gli altri paesi.
Per l’anno 2013 sono disponibili solamente i dati relativi agli Stati Uniti d’America, all’Italia e alla Francia, ed è possibile fare riscontri solamente in questi tre Paesi di accoglienza. Negli Stati Uniti le adozioni internazionali passano dalle 8.668 del 2012 alle 7.094 del 2013 con un calo del 18%, in Francia passano dalle 1.569 del 2012 alle 1.343 del 2013 con una contrazione del 14%,anche l’Italia fa segnare una contrazione, come già illustrato in precedenza, dei minori adottati che è pari al 9%.

VIETNAM: 

Minori adottati in Italia nel 2013
79

Tempo medio tra la domanda di adozione e l'autorizzazione all'ingresso del minore in Italia 
4,1 anni

Età media dei minori all'ingresso in Italia 
1,9 anni

Minori segnalati con bisogni speciali e particolari :
Bisogni speciali                                                          46,4
Bisogni particolari                                                      35,7
Bisogni speciali e particolari                                        17,9
% minori con bisogno segnalato sugli entrati in Italia    35,4%


Bisogni speciali: bambini con patologie gravi e spesso insanabili, come quelle neurologiche e mentali
Bisogni particolari: presuppongono un recupero nel corso del tempo, portando a una guarigione totale, e che comunque permettono uno sviluppo psicologico e sociale autonomo


Minori per i quali è stata rilasciata l'autorizzazione all'ingresso in Italia secondo il sesso 
maschi  32
femmine 47
totale  79

Minori autorizzati all'ingresso in Italia per anno di ingresso ed ente autorizzato dal 16/11/2000
                                          2000/05          2006/10          2011/13    Totale
ARIETE ONLUS                     -                 26                   33               59
ENZO B                                   -               237                  32              269
AFN                                       33              249                   98              380
C.I.A.I.                                     -                 13                    5                18 
CIFA                                      53                 71                  19              143
S. EGIDIO                             11                 50                   17               78
FM                                           -               146                     0              146
N.A.A.A.                              233              503                    59             795
Totale                                    330           1.295                  263           1888

Minori provenienti dai principali Paesi di origine per motivo di abbandono
Motivazione principale        Abbandono
Minori                                 78
Minori in % sul totale           98,7
Motivo secondario              Orfano
Minori                                 1
Minori in % sul totale           1,3


Il motivo del loro ingresso nel circuito dell’adozione è nel 98,7% dei casi l’abbandono da parte dei genitori biologici.
Dal momento dell’abbandono all’ingresso dei bambini in Italia passano in media 20 mesi (su 62 casi rilevati) e 19 mesi dalla data di inserimento in istituto.
Dalla data dell’abbinamento coppia/bambino all’autorizzazione all’ingresso trascorrono in media circa 2 mesi.

Tempo medio in mesi intercorso fino all'ingresso in Italia del minore adottato.
Tra parentesi() i i minori di cui sono disponibili i dati per il calcolo dei tempi medi.
Dalla data dell'abbandono materiale                    20    (62)
Dalla data di inserimento in struttura                    19    (47)
Dalla data di dichiarazione di adottabilità               7     (2)
Dalla data di abbinamento coppia minore              2    (79)

Nell’anno 2013 sono stati adottati 79 minori e il tempo medio di attesa è stato di 32 mesi . Questo tempo è andato aumentando negli ultimi due anni come anche il numero di bambini autorizzati all’ingresso in Italia portando il tempo medio dai 22 mesi del 2011 ai 33 del 2012 e ai 32 del 2013, va rilevato che in questo Paese ci sono stati importanti adeguamenti della normativa interna in materia di adozioni internazionali.
Tempo medio in mesi dalla data conferimento incarico all'ente alla data di autorizzazione
Anni        Tempo medio    Numero di minori adottati
2006        24                    238
2007        13                    263
2008        20                    313
2009        23                    231
2010        22                    251
2011        22                    142
2012        33                    41
2013        32                     79
Entrando nel dettaglio del 2013 possiamo verificare che le procedure concluse entro l’arco temporale di un anno sono state il 12,7%; quelle concluse tra i 13 e i 24 mesi sono state il 27,8%. Il 19,0% delle procedure ha richiesto dai due ai tre anni e il 40,55%, che è il dato più elevato, ha richiesto oltre 36 mesi per la conclusione delle procedure.
Pertanto il 59,5 % delle adozioni in Vietnam richiede un tempo di attesa che supera decisamente la media nazionale generale che è di due anni, mentre il 40,5% conclude l’iter entro i 24 mesi.

Periodi di attesa in mesi dalla data conferimento incarico all'ente alla data di autorizzazione.
Periodi                     Valoriassoluti          Valori percentuali
Fino a 12 mesi          10                          12,7
12-24 mesi               22                          27,8
25-36 mesi              15                           19,0
più di 36 mesi          32                          40,5
Totale                      79                         100,0

mercoledì 9 aprile 2014

situazione in Vietnam

Pur se lentamente, le adozioni procedono.
Nel 2013, dai dati provvisori della CAI(non è stato ancora pubblicato il rapporto 2013 e siamo ad aprile...) sono entrati in Italia 79 bambini.
La lista 1 ha ancora dei numeri molto bassi: la maggior parte dei bambini che arrivano provengono dunque dalle segnalazioni e "sembra" che Ariete stia "lavorando bene".

Ariete, lo scorso 3 aprile ha mandato la richiesta per la preparazione dei documenti a tutte le coppie che hanno dato mandato tra marzo e settembre 2013 e questo l'ho capito spulciando FB.
Ma, quante sono?
Quante sono le coppie in attesa di abbinamento? Quante quelle già abbinate e in attesa di partire?
E quante infine quelle ancora in attesa di preparare i documenti?

Informazioni che, così come altre, sembra impossibile ottenere, se non in modo parziale e sicuramente incompleto, sui gruppi "segreti" di  FB o nei vari forum.
Ricerchè "clandestine" e osteggiate dagli enti, naturalmente anche dal nostro.



L'ignoranza è forza ("Ignorance is strength" Orwell 1984).

lunedì 18 novembre 2013

di segnalazioni e abbinamenti


Spesso, fino a quando non sono definiti special, i bimbi sono nel limbo, a parte i pochi inseriti in lista1(http://www.moj.gov.vn/Pages/Timgiadinhthaythe.aspx). I bambini presenti in questa lista, sono quelli disponibili per l'adozione nazionale: se dopo 60 gg non vengono adottati in nazionale allora entrano nel circuito internazionale.

Il DIA non ha risorse, nè strumenti per effettuare una campagna di ricognizione sui bimbi e proprio in virtù di questo principio l'ente è autorizzato ad entrare negli istituti e "individuare" i bambini con patologie che potrebbero andare in adozione internazionale.

Identificato il bimbo e trovata la famiglia disposta ad accoglierlo(segnalazione), parte l'istruttoria.

I bambini dunque vengono definiti special(lista 2) perchè segnalati dall'ente stesso che ne comprova la patologia.
In DIA, di rimando, ne deve certificare la veridicità.

Pare che Ariete non comunichi le segnalazioni alle coppie, ma solo gli abbinamenti.
Le coppie Ariete dunque, possono avere una segnalazione ma non saperlo perche' l'ente segue questa procedura interna.

AFN comunica alla coppia la segnalazione di una creatura inviando loro la foto e la scheda sanitaria; la coppia quindi accetta la segnalazione e da li si apre un iter burocratico che arriva all'abbinamento formale.

Il tempo di istruttoria è davvero molto vario e dipende dal tipo di abbandono del minore e se, sui documenti del/la bimbo/a, vi siano dei riferimenti dei genitori bio.
Il tempo passa in quanto il giudice dispone le indagini del caso (non fatte prima dell'individuazione della famiglia ado); indagini che possono risultare anche molto, molto complesse.
Si stima che i tempi medi di attesa, dalla segnalazione all'abbinamento, siano di circa 8 mesi, ma c'è chi ce ne ha messo 6, chi 12.
Oltre allo stato di abbandono, occorre inoltre attendere il nulla osta per l'inserimento in lista 2 (bimbi con qualche patologia) con tanto di analisi e diagnosi.
Tale documento viene emesso dal DIA e si fa spessissimo attendere.....

Durante l'istruttoria può naturalmente accadere che la segnalazione, per diverse ragioni, "salti" e dunque non possa trasformarsi in abbinamento.
I motivi sono vari: il bambino può essere adottato in nazionale, la famiglia di origine rintracciata rinuncia alll'abbandono, il DIA non approva l'inserimento del bambino in lista 2......

venerdì 14 giugno 2013

articolo TDH Ontario tradotto da NAAA

Il NAAA ha pubblicato sul suo sito l'articolo tradotto del 30 aprile di TDH Ontario.
http://www.naaa.it/naaa/html/modules.php?name=News&file=article&sid=1471

lunedì 10 giugno 2013

cosa è successo a marzo con le liste?

Informazioni riportate sul gruppo FB:

Ariete ed altri enti avevano individuato alcuni special da segnalare.
A Mr. Binh non andava bene che fossero considerati special, visto che erano epatiti, e li ha inseriti nelle liste di marzo 2013, uscite dal db il 5 maggio.
Questi 12 bambini non sono stati distribuiti agli enti rispettando il criterio di chi li aveva individuati e segnalati, ma 3 ariete, 3/4 naaa (secondo il naaa 3, secondo il dia 4) 1 cifa, 3 enzob ,1 ciai.
Le segnalazioni sono arrivate intorno al 10/13 maggio alle coppie interessate, che ora aspettano la nota di Mr. Binh per considerarli definitivamente abbinamenti.
Parallelamente a questa situazione contingente continua ad esserci la lista 2 vera e propria (escluse epatiti) i cui casi vengono periodicamente indicati agli enti per verificare se hanno o meno coppie disponibili a quelle patologie.
I bambini segnalati (LIMITATAMENTE ALLE EPATITI) sono passati prima per la nazionale, poi li confermeranno alle coppie che avevano il dossier per questi bambini.
I 5 assegnati a ciai-cifa-enzob erano stati trovati da ariete, ma non ancora segnalati a coppie specifiche. Le coppie con segnalazione ante blocco in lista 1 possono star tranquille che la loro segnalazione non è saltata e verrà confermata, in più ci sono 5 fortunati
Quindi da adesso in avanti ci si deve aspettare che tutte le segnalazioni di epatite passìno prima per la nazionale? Non c'è certezza naturalmente..ma probabilità...
Questo purtroppo comporta bloccare due mesi e mezzo in più questi bambini facendoli passare per la lista1(ossia dandogli la remotissima possibilità di essere adottati in nazionale)...

La situazione ad oggi nei vari enti, dalle informazioni raccolte in rete, dovrebbe essere più o meno questa:

CIFA: restano 4 coppie in lista 1, di cui almeno 2 con mandato del 2012 (1 abbinamento lista 1 giugno 13)
CIAI: restano 10 coppie (tenendo conto dell'abb. già concluso in lista1 e della segnalazione ipotizzata) le coppie non sono suddivise sulle due liste, sono tutte coppie post-cambio di legge
NAAA: quasi esaurita la lista 2, poi dovrebbero esserci 4/5 coppie in lista 1 . tutte precedenti il cambio di legge
ENZOB :  l'ente parla di 30 da abbinare e 8 segnalazioni fatte ...
ARIETE: tendenzialmente l'ente prende un esiguo numero di coppie via via che effettua segnalazioni/abbinamenti, non supera le 10 coppie in carico(verificare)
ANF: su R&A viene riportato che ci sono 1 coppia rientrata a marzo, 4 in Vietnam, 8 con i documenti depositati e 8 instradate.

martedì 30 aprile 2013

articolo TDH Ontario



The Special Needs Child - “It is an ill wind that bringnobody any good!”
In his 1817 historical novel Rob Roy , about the failed 18th century English/Scotch ‘Jacobite Uprising’ to restore the deposed King James II of England to the throne, Sir Walter Scott recasts a negative proverb, hundreds of years older, so that it says ‘for the most part some good can come out of bad’. Scott’s proverb speaks about general misfortune unexpectedly bestowing some benefit on a particular person: “it is an ill wind that blows nobody any good”

Such is the case with Vietnamese adoptions.
A few years ago our Vietnam international adoption program was processing a reasonable stream of healthy orphaned infants.
Due to a vigorous campaign by UNICEF and the US State Department, the program was thrown into turmoil. Vietnam was forced to rewrite its adoption laws and then to restructure its adoptive infrastructure. At this point the system functions very slowly and there are very few healthy orphaned infants adopted from Vietnam.One of the provisions of the law allows a slightly faster processing of children with Special Needs (SN), as defined by the system. TDH has operated under these new laws as well as it could. The results of these new laws have been extremely negative for normal orphaned infants and children. The results have been seriously harmful to the adoption agency system in general; many have closed. Orphanages have suffered financially and materially under the new rules; many have simply stopped accepting orphaned infants and children. And that has been very negative for healthy infant orphans. But, these same rules have been unexpectedly good for orphaned infants and children with Special Needs (SN); under normal conditions they would hardly have been considered at all. “Its an ill wind...”
The Vietnamese government regards the adoptions of Special Needs children taking place from Vietnam during the two years 2011 and 2012 as a Pilot Project under the new adoption law.
Vietnam recently had a conference on intercountry adoption and publically reported the results of their Pilot Project in intercountry adoption over these two years.The general picture is that within these two years there have been 352 adoptions from Vietnam to families in 14 countries.Those countries include 5 that have bilateral agreements with Vietnam and are Hague compliant (France, Italy, Spain, Denmark, and Switzerland). One country operates as Hague compliant: Canada.Vietnam has recognized several agencies that have worked to place SN children in families; they are:

NAME
COUNTRY
SN ADOPTIONS
Terre Des Hommes (TDH)
Canada

33

COFA Cognac (COFA)

France

28

La Providence (LP)

France

17

(NAAA) Network Aiuto Assistenza

Italy

14

Asociacion para el Cuidado de la Infancia (ACI)

Spain

11

Azione per Famile Nuove (AFN)

Italy

06

Medecins du Monde (MDM)

France

06


The report presents a certain amount of data regarding the children in terms of their numbers and Special Needs.
The Department of Adoption (DOA) maintains 2 lists.
On list 1: normal children
Over a 2-year period there have been a total of 73 adoptions.
·27 adoptions were processed under the old law including 11 adoptions to the US from Bac Lieu province
·7 adoptions by relatives of the child
·Thus only 35 adoptions were processed under the new law, worldwide, over 2 years, divided among 27 agencies
On list 2: children with Special Needs There have been a total of 161 adoptions
· 13 adoptions of children older that 5 years
The website of the Ministry of Justice of January 28, reporting on a conference to review the implementation of the new law over this two year period, reports that the implementation of the law remains slow and uneven at the local level, and that inter-sectoral coordination at central and local levels was not really effective. To overcome these limitations, DA has developed a specific work plan focusing on 5 key sectors:
1) establishment and maintenance of an inter-sectoral working group to insure implementation of the Hague Convention;
2) implementation of adoption registration;
3) continuation of the program for Special Needs adoptions;
4) direction and guidance of foreign adoption organizations;
5) assurance that humanitarian assistance remains separate from adoption.
Addressing the conference, Deputy Justice Minister Dinh Trung Tung praised the achievement of the DA in 2012, noting their coordination efforts and completion of the designated tasks. However, he also frankly pointed out that progress over the two years of implementation of the Law on Child Adoption, remains slower than hoped; that understanding of the implementation of the Law on Adoption and the Hague Convention is not uniform from central to local authorities, and that one of the principal tasks of 2013 should be to enhance coordination between all the actors, and to obtain realistic and appropriate policy responses when necessary. He also noted that the focus of the Department must remain on the priority of domestic adoption, while ensuring the consistency and continuity between international and domestic adoption.
The March conference that is the subject of this article, which included the Ministry of Justice, the Ministry of Public Security, orphanages, accredited agencies, embassy representatives, and UNICEF, reported that in general the Vietnam intercountry adoption program placed orphaned children in permanent families in 14 countries, served by 27 accredited agencies in Vietnam over two years.
The majority of these Normal and Special Needs children were adopted to 6 countries:

COUNTRY

NORMAL

SN

TOTAL ADOPTED

France

29
59
88
Canada

11
41
52
Italy

15
33
48
Spain

19
28
47
Denmark

4
0
4
Switzerland

2
0
2
Total

80
161
241

The SN adoptions during 2011 and 2012 came mostly from 4 cities/provinces designated for the Pilot Project:
Ho Chi Minh City (HCMC).....62
Ba Ria-Vung Tau...................37
Hanoi.....................................21
Da Nang.................................03
Unspecified...........................38
The criteria by which ‘Special Needs’ are determined by the Department of Adoption (DA) in Vietnam. The general characteristic of the children with Special Needs who are presented for adoption is that the Special Needs are regarded as either reversible or manageable under the normal medical conditions of the country in which the adopted child will reside. [We would like to note here that between Ontario and Quebec there are approximately 80 families waiting for healthy (only) children. While it is possible (and to be hoped) that the system will adjust to the new reality and that more “healthy” children will be placed for adoption in the near future, we are currently awaiting proposals for families whose dossiers were ready in 2008. Realistically, we cannot expect those whose dossiers were deposited in 2010 or later and who do not feel themselves able to consider a child with minor Special Needs to receive a child proposal in less than 3 or 4 years.]In the case of a Special Needs adoption TDH makes every reasonable effort to provide the adoptive parent with a full medical review of the child’s needs, insofar as that is possible given the child’s circumstances. TDH considers that it is essential that the adoptive parents have as clear an understanding of the child’s problems as is possible within the actual limits of the child’s situation. Often there is very little, if any, background information. On the basis of that understanding, the prospective parents need to have some sense of a plan for dealing with the child’s problem in their home country. It is TDH’s expectation that the child’s problem can either be corrected or the child can be taught to manage their problem in such a way that they can reasonably be expected to live a full and satisfying life as a self-sufficient individual. The following list reflects the conditions of the children actually adopted but does not reflect the whole list of conditions that are recognized as a ‘Special Need’ by the DA. Many of the problems are congenital, that is, they are conditions present at birth, whether inherited or caused within the pre-natal environment. Others are caused by infection of one type or another.

#
SPECIAL NEED

CHARACTER
PROGNOSIS
39
HIV

Viral infection
Manageable
20
Hepatitis B & C

Viral infection
Manageable
10
Heart Disease

Congenital
Correctable
8
Arthrogriposis
Congenital
Correctable
7
Cleft Lip and Palate

Congenital
Correctable
6
Hernia
Congenital
Correctable
5
Eye problems

Congenital
Manageable
3
Deaf and Mute

Congenital
Manageable
2
Alagille Syndrome

Congenital
Manageable
1
Hydrocephaly
Congenital
Manageable
1
Down Syndrome
Genetic
Manageable
1
Thalassemia
Genetic
Manageable
38
Unreported

Manageable

As serious as some of the Special Needs are, these problems do not mean the same thing when they occur to a child within the medical system of the receiving country, such as Canada, as they do when they occur in Vietnam.
The adoption of children with Special Needs is not for every family. The decision to accept a child with Special Needs requires a particular attitude and a particular sense of commitment. The couples who adopt these children are themselves very special people. Having made that point, these children, except when specifically requested by an adoptive family, are not mentally challenged. All of them are projected to be able to live fully functional lives with adequate medical attention and support. At the same time, each case is unique. The track record of TDH Canada in selecting and matching these Special Needs children with special parents has been positive.
Any potential adoptive parents who thinks that they might be able to accept a child with Special Needs is invited to contact TDH and discuss the matter further.Brendan Cavanaugh (brendan@tdh.ca)