2° Incontro: “Il VIAGGIO” - PARTENZA PER IL PAESE STRANIERO
La psicologa fornisce informazioni sulle procedure adottive all’estero con particolari approfondimenti relativamente alle modalità con cui avverrà l’abbinamento, l’incontro con il minore presso l’istituto, le dinamiche psicologiche che possono attivarsi in quei delicati momenti, la sentenza di adozione, il soggiorno all’estero con il bambino.
Massimo non può venire e io andrò in treno....
h. 21, ritorno in treno:
Senso di frustrazione, rabbia, impotenza: è questo che mi ha lasciato questa giornata di "incontro informativo".
Partenza da casa ore 6; treno gelato da aria condizionata e un'ora di ritardo. Arrivo verso mezzogiorno.
Mi sono incontrata per un'insalata e quattro chiacchere con Agata ed è stato bello rivederla, anche se per così poco.... peccato abitare così distanti, sia per noi che per i bimbi. Mi ha raccontato che Marina ed Enrico non hanno avuto la terza idoneità e ora devono decidere che fare...
Alle 13.30 ero alla sede dell'ente. Prima di cominciare la psicologa, dopo aver sottolineato la mancata presenza di Massimo, chiede di parlarmi in privato.
Mi dice che dopo aver letto attentamente il nostro decreto le sono sorti dei dubbi, che si sente in dovere di porre alla mia attenzione.
Il nostro decreto non presenta alcun vincolo di primogenitura e data la nostra età, quella di Mattia e il fatto che Ariete in Vietnam lavora solo con istituti 0-3 ci sono dei problemi(ma per la legge Viet anche la lista 1 non dovrebbe comprendere anche bambini con più di 5 anni???).
Mi invita a chiamare la sede di Napoli e parlare con Imelda Giannino.
Le chiedo se il problema sta in Vietnam o in Italia e lei mi dice che sta in Italia e in modo particolare nella frase "un età entro i limiti di legge".
A questo punto le dico che noi avevamo chiaramente espresso la volontà di andare in Vietnam fino dal primo incontro con loro e avevamo chiesto altrettanto chiaramente, l'ultima volta il giorno in cui abbiamo firmato il mandato insieme alla coppia Ambrosi, se l'ente si impegnava per quanto possibile e con tempi ragionevoli a prenderci in carico per il Vietnam.
Abbiamo avuto rassicurazioni specifiche al riguardo e ci è stato detto che la presidente aveva atteso prima di accettare il nostro, come altri mandatoi, proprio perchè voleva essere sicura di poter "gestire" la nostra adozione. Il giorno del mandato(16 marzo), abbiamo anche firmato dei documenti specifici in cui ci dichiaravamo consapevoli che i tempi per il Vietnam non erano certi e di essere disponibili ad accettare un abbinamento per un bambino con epatite B o C.
La Morosini mi risponde che la politica di Ariete è quella di NON accettare coppie per uno specifico paese.
Le facco notare che, comunque, è da metà settembre che Ariete ha i nostri documenti, cioè da quando abbiamo sottoposto loro istanza per adottare in Vietnam.
Come mai non ci hanno mai parlato prima di questo supposto "problema"?
Prova a portarmi qualche motivazione e io decido che non vale la pena andare avanti: le dico che chiamerò Napoli.
Comincia "l'incontro formativo".
Oggi si parla di SCHEDE SANITARIE. Come? Beh, ce le fa vedere! Ne fa passere di mano in mano per leggerle 2 del Vietnam e 5 della FR e nel frattempo lei descrive la "cultura" medica russa, per cui ogni problema dei bambini viene amplificato perchè nessun medico vuole prendersi la responsabilità di una diagnosi troppo ottimista.
Le schede non sono anonimizzate e tutti i nomi sono in chiaro.
Mi capita una scheda tra le altre particolarmente pesante, in cui si parla di parto in sofferenza e di bambina con tetraparesi spastica. Chiedo se si tratta di una segnalazione (in FR non esistono le special needs) o di uu abbinamento di routine e lei mi conferma la seconda ipotesi.
Le dico che so per esperienza personale cos'è una tetraparesi spastica e non capisco come possa una simile diagnosi poi "rientrare".
Lei ribadisce che bisogna fidarsi delle referenti locali che conoscono terminologie e uso delle stesse in quello specifico conteso e che sanno eventualmente suggerire, se e quando sono necessari, ulteriori approfondimenti.
Parla della "linea sottile" tra ritardo dovuto a ipostimolazione e ritardo psicomotorio patologico. Descrive i bimbi della FR come bimbi che mediamente si presentano, fisicamente e mentalmente, com un gap di circa 2 anni in meno, tra età reale ed età effettivamente dimostrata.
Parla la coppia alla seconda adozione in FR: del suo abbinamento, della foto sconvolgente della bambina, della realtà bellissima del primo incontro, ma anche della difficoltà di crescere una bambina istituzionalizzata dalla nascita fin o ai tre anni, che non sapeva piangere e aveva appena iniziato a camminare.
Per il Vietnam sono state date delle fotocopie sulle epatiti, redatte da un papà medico che ha adottato un bambino con epatite B.
Si passa a parlare di procedure specifiche per i due paesi: viaggi, sentenze, tempi di permanenza, suggerimenti su cosa portare e cosa no, sugli omaggi per i direttori degli istituti in FR e sul codice di comportamento da tenere.
Naturalmente, perlopiù per la FR.
Ha specificato che le donazioni agli istituti vengono gestite autonomamente dalle coppie e l'ente non è assolutamente coinvolto, così come in FR l'ente non è coinvolto nella gestione del "fondo pensione di invalidità" che quasi sempre i bambini si trovano ad avere.
Il prossimo incontro in cui ci sarà la testimonianza di una coppia, per il Vietnam sarà in settembre, mentre per la FR a luglio.
Per me c'è stata l'indicazione specifica che ci saremmo sentiti dopo la telefonata a Napoli.
Uscita verso le 16.30. Dopo una telefonata\sfogo a Massimo me ne sono tornata in metro al Duomo e da li alla stazone a piedi per scaricare i nervi, sotto la minaccia di un temporale che però non è arrivato.
Salita in treno alle 18.05 con arrivo previsto alle 22.29.
Di buono c'è che è partito in orario e che non si gela come alla mattina..... c'è proprio da star contenti!