giovedì 27 marzo 2014

8 aprile h.11 prossimo passo

Ho appena ricevuto una telefonata dalla Dott.ssa Umek del distretto 1 di Aurisina.
Abbiamo un appuntamento per l'08 aprile alle 11 al distretto 1 di Aurisina per iniziare i colloqui. Dott.ssa Umek e Dott.ssa Ciok o qualcosa del genere....

Pensiamo positivo, va!

martedì 25 marzo 2014

dalle maestre

Ieri siamo stati chiamati dalle tue maestre: un po' timorosi eravamo, devo dire la verità.......
Cosa vogliono ora queste?
E invece no: volevano solo avere un po' più di tempo per parlare con noi di te e di cosa pensiamo noi di questo anno scolastico.
Ci hanno raccontato di come ti vedono; sono contente di come ti sei inserito nella classe, del tuo entusiasmo per ogni nuova proposta in classe e di come lavori, anche se ci hanno descritto la tua "forte" emotività, che spesso ti porta a fare le cose troppo di fretta e il tuo bisogno di essere rassicurato su quello che fai. Tutte cose sulle quali lavorare e per le quali maturare.
Confermiamo il nostro giudizio positivo per queste maestre: sono attente, ti hanno capito e ti vogliono bene.
Avanti così.

"tappiamo" quel buco

Sapevamo che prima o poi sarebbe arrivato il momento e sembra proprio che ci siamo.
Per il 4 aprile è previsto, se ce lo confermano venedrì, l'intervento di miringoplastica.
Venerdì scorso una prima visita e ieri una lunga mattinata in ospedale per il pre-operatorio.
E' proprio coraggioso il nostro MMT: gli hanno fatto endoscopia auricolare e nasale, visita anestesiologica, prelievio e tac.
L'infermiera non riusciva a prendere la vena (gli ha detto che era birichina e scappava...): era successo anche quando aveva 5 mesi...... lo ha tormentato un po' con l'ago e lui diventava sempre più rosso e sudato, ma non ha pianto.
Hanno deciso di fargli anche la TAC perchè il quadro clinico è compatibile anche con una possibile colesteatoma, che comporterebbe una complicazione.
Questo esame serve eventualmente ad escluderlo.
A questo punto vediamo cosa ci diranno venerdì.


Ho provato a spiegare che MMT non è mai stato sottoposto ad alcun protocollo sanitario per i bambini adottati e in particolare, visto che in Vietnam l'epatite è endemica, non gli hanno mai fatto gli esami per escluderla. A parte il problema all'orecchio comunque MMT è sempre stato un bambino sano. La dottoressa non ha ritenuto opportuno fargli alcuna analisi a riguardo.
Io però di questa cosa non sono convinta....
Al primo ricovero al Burlo eravamo preoccupati per altri motivi e ci siamo affidati alle loro decisioni.
Successivamente abbiamo aspettato perchè il pediatra ci ha sempre detto che avremmo fatto le analisi quando sarebbe stato necessario fargliele per altri motivi.
Ora al Burlo, nuovamente non lo ritengono necessario...
Ma allora perchè esiste un protocollo diagnostico-assistenziale per il bambino adottato all’estero ?
Contatterò il centro di San Vito al Tagliamento da cui proviene questo documento e vediamo cosa mi dicono (per prenotazioni: giorni feriali ore 9-14 - Numeri di telefono: 0434.841480, 0434.841491 franco.colonna@aopn.fvg.it).

giovedì 20 marzo 2014

e dopo un'ora e mezza arriva la risposta

Gentili signori Venchiarutti e Perrone,
ho presente il caso, per il quale io stessa ho delegato la dott.ssa Squarcina.
La relazione del Servizio è necessaria, ma dovrà riguardare solo quanto specificamente richiesto da questo Tribunale al Servizio stesso con particolare riferimento alla segnalazione dell'Ente e tenuto conto delle precedenti relazioni già trasmesseci in precedenza. La dott.ssa Squarcina, a questo proposito, contatterà in questi giorni gli operatori per dare chiarimenti, se serve, sull'oggetto della richiesta del Tribunale ed agevolare una definizione il più rapida possibile della pratica.
Cordiali saluti. 
Dott. Laura Raddino

vediamo se succede qualcosa....

Gentile Dott.ssa ,
Le scriviamo per portarLa a conoscenza di quanto ci è accaduto e per chiederLe se c'è la possibilità di trovare una soluzione che non comporti un ulteriore perdita di mesi, così come purtroppo si sta prospettando.
Ci è stato spiegato dalla Sig. Bailot dell'ufficio adozioni, che è Lei il giudice di competenza per la nostra pratica, ovvero lo stesso che ha emesso il nostro decreto di idoneità il 20 giugno 2012.
Siamo una coppia che nel 2007 ha adottato in Vietnam il loro primo figlio e che il 12 ottobre 2011 ha deciso di allargare la famiglia depositando una seconda disponibilità presso il tribunale di Trieste.

In seguito alla raccomandata che l'associazione ARIETE ha inviato il 3 ottobre 2013 a noi e al Tribunale dei minori di Trieste, nella quale mette in discussione il nostro decreto di idoneità, il 13 marzo 2014 abbiamo avuto un colloquio presso il tribunale con il giudice Maria Teresa Squarcina.
La Dott.ssa Squarcina ha verbalizzato quanto le abbiamo raccontato, spiegandoci che per chiudere la pratica, avrebbe richiesto una relazione integrativa ai servizi sociali. Il tutto verrà poi passato al PM che infine deciderà in un senso (il non luogo a procedere e l'emissione di un nuovo decreto) o nell'altro (la revoca del decreto).
In allegato trova la raccomandata in questione ed un documento che riassume tutta la vicenda.
In sintesi, secondo quanto ci siamo detti con la Dott.ssa Squarcina, l'accusa dell'associazione ARIETE - che in sostanza sarebbe quella "di aver omesso informazioni sulla situazione sanitaria della sorella e dei genitori della Sig.ra Venchiarutti" - nasce dal fatto che tali informazioni non sono presenti sulla relazione del 2012, ma solo su quella del 2006, della quale la seconda relazione è un'integrazione.

Entrambe le relazioni, però, sono in possesso dell'associazione ARIETE, fin dal 20 settembre 2012, data in cui presentammo istanza di conferimento mandato.
Ora, il problema contingente è che l'assistente sociale che ci ha seguito durante entrambi i percorsi adottiv, Dott.ssa. Zubin, i andrà in pensione in aprile.
Ci ha infatti contattato ieri e spiegato che purtroppo non è in grado di svolgere nei tempi richiesti quanto indicato dal tribunale.
Dovremo quindi essere seguiti da una nuova equipe, la quale procederà alla stesura della nuova relazione secondo il nuovo protocollo in 7 punti indicato recentemente come standard dal presidente Dott. Sceusa, in modo da fornire una nuova "fotografia" della nostra famiglia.
I tempi necessariamente si dilateranno; la Dott.ssa. Zubin in particolare ci ha prospettato qualche mese.

Così come abbiamo spiegato alla dott. Squarcina (e prima ancora alle Dott.sse Zubin e Monticolo del distretto 3, ovvero l'assistente sociale e la psicologa che ci hanno seguiti per le relazioni e con le quali abbiamo avuto un colloquio subito dopo l'arrivo della raccomandata) pensiamo che l'associazione, prima di rivolgersi al tribunale, avesse altri strumenti per chiarire i suoi pur leciti dubbi.

Il ruolo dei servizi sociali in questo senso era quello più appropriato.
La nostra rinuncia alla preparazione dei documenti per un possibile abbinamento in settembre è stata momentanea e legato ad una particolare situazione in atto in quel momento.

Alla luce di quanto accaduto Le chiediamo se c'è la possibilità che il tribunale prenda una decisione, rispetto alla richiesta dell'ente, senza dover necessariamente avere una nuova relazione dei servizi sociali.
Forse la nostra richiesta è ingenua e non tiene conto dei percorsi "obbligati" della giustizia, ma sentivamo che fosse giusto provare a sottoporglieLa.
Rimaniamo in attesa di una cortese risposta, ci rimettiamo naturalmente ad una Sua decisione e rimaniamo disponibili a ogni chiarimento.
Grazie per l'attenzione che potrà darci e buon lavoro,

Marcella Venchiarutti
Massimo Perrone

martedì 18 marzo 2014

rabbia, amarezza e senso di impotenza

Mi ha appena chiamata l'assistente sociale.
Il giorno stesso del colloquio l'ho aggiornata, preannunciandole la richiesta del tribunale.
Oggi mi racconta che ha ricevuto via fax il 14 marzo dal tribunale una richiesta di integrazione della nostra relazione, da consegnare entro il 5 aprile, datata 5 febbraio.
Un bel casino di date. Il tribunale si è tenuto nel cassetto quella richiesta per un mese abbondante.

L'assistente sociale andrà in pensione il 18 aprile ed entro quella data non riuscirà a fare alcuna relazione.
Dovremo dunque sostenere i colloqui(perchè saranno più di uno sicuramente) con altre persone e sarà lei a decidere a chi "passarci".
L'ipotesi che ha fatto è di mandarci nel distretto di competenza.
Le ho chiesto quanto tempo prevede ci vorrà e lei mi ha detto: "non come per la prima relazione, ma ci vorrà qualche mese".

La relazione dovrà seguire il nuovo protocollo in 7 punti indicato recentemente dal pres. del tribunale Sceusa .
Forse chi ci seguirà deciderà di sentire anche nostro figlio.
La relazione dovrà essere una nuova fotografia della nostra famiglia.

Mi ha chiesto come stiamo: le ho detto della mia rabbia e dell'amarezza per come sono andate e stanno evolvendo le cose.
Se ne è subito dichiarata non responsabile e così le ho chiarito che non è sicuramente con lei che sono arrabbiata.

Mi ha chiesto che intenzioni abbiamo con l'ente. 

Mi ha fatto gli auguri.

giovedì 13 marzo 2014

a colloquio con il giudice

Un'oretta di colloquio per spiegare quanto accaduto e verbalizzarlo.
Poche parole da parte del giudice e "non giudicanti", nè per noi, nè per l'ente.

Il verbale verrà trasmesso prima ai servizi con la richiesta di una relazione integrativa(entro 15 giorni)  e successivamente verrà passata al PM che deciderà in un senso(non luogo a procedere ed emissione di un nuovo decreto) o nell'altro(revoca del decreto).

L'accusa dell'ente di aver omesso informazioni sulla situazione sanitaria di mia sorella e dei miei genitori secondo la giudice nasce dal fatto che tali informazioni non sono presenti sulla relazione del 2012 ma su quella del 2006, peraltro in loro possesso.
Massimo all'uscita mi ha chiesto se mi sento sollevata dopo il colloquio e gli ho risposto di no, che mi sento solo arrabbiata.
Mi ha detto che essere arrabbiata è la mia condizione naturale e forse non ha torto.
La sua convinzione è che la decisione dell'ente, la raccomandata e tutto ciò che è seguito, sia legata alla mia email del 12 settembre di cui sono totalmente responsabile e che ho spedito senza prima sottoporla al suo vaglio.
E' colpa mia quindi e devo sentirmi arrabbiata solo con me stessa.

Oa mi metto di nuovo buona ad aspettare e covo la mia rabbia.