Gentile Dott.ssa ,
Le scriviamo per portarLa a conoscenza di quanto ci è accaduto e per chiederLe se c'è la possibilità di trovare una soluzione che non comporti un ulteriore perdita di mesi, così come purtroppo si sta prospettando.
Ci è stato spiegato dalla Sig. Bailot dell'ufficio adozioni, che è Lei il giudice di competenza per la nostra pratica, ovvero lo stesso che ha emesso il nostro decreto di idoneità il 20 giugno 2012.
Siamo una coppia che nel 2007 ha adottato in Vietnam il loro primo figlio e che il 12 ottobre 2011 ha deciso di allargare la famiglia depositando una seconda disponibilità presso il tribunale di Trieste.Le scriviamo per portarLa a conoscenza di quanto ci è accaduto e per chiederLe se c'è la possibilità di trovare una soluzione che non comporti un ulteriore perdita di mesi, così come purtroppo si sta prospettando.
Ci è stato spiegato dalla Sig. Bailot dell'ufficio adozioni, che è Lei il giudice di competenza per la nostra pratica, ovvero lo stesso che ha emesso il nostro decreto di idoneità il 20 giugno 2012.
In seguito alla raccomandata che l'associazione ARIETE ha inviato il 3 ottobre 2013 a noi e al Tribunale dei minori di Trieste, nella quale mette in discussione il nostro decreto di idoneità, il 13 marzo 2014 abbiamo avuto un colloquio presso il tribunale con il giudice Maria Teresa Squarcina.
La Dott.ssa Squarcina ha verbalizzato quanto le abbiamo raccontato, spiegandoci che per chiudere la pratica, avrebbe richiesto una relazione integrativa ai servizi sociali. Il tutto verrà poi passato al PM che infine deciderà in un senso (il non luogo a procedere e l'emissione di un nuovo decreto) o nell'altro (la revoca del decreto).
In allegato trova la raccomandata in questione ed un documento che riassume tutta la vicenda.
Entrambe le relazioni, però, sono in possesso dell'associazione ARIETE, fin dal 20 settembre 2012, data in cui presentammo istanza di conferimento mandato.
Ci ha infatti contattato ieri e spiegato che purtroppo non è in grado di
svolgere nei tempi richiesti quanto indicato dal tribunale.
Dovremo
quindi essere seguiti da una nuova equipe, la quale procederà alla stesura
della nuova relazione secondo il nuovo protocollo in 7 punti indicato
recentemente come standard dal presidente Dott. Sceusa, in modo da
fornire una nuova "fotografia" della nostra famiglia. I tempi necessariamente si dilateranno; la Dott.ssa. Zubin in particolare ci ha prospettato qualche mese.
Così come abbiamo spiegato alla dott. Squarcina (e prima ancora alle Dott.sse Zubin e Monticolo del distretto 3, ovvero l'assistente sociale e la psicologa che ci hanno seguiti per le relazioni e con le quali abbiamo avuto un colloquio subito dopo l'arrivo della raccomandata) pensiamo che l'associazione, prima di rivolgersi al tribunale, avesse altri strumenti per chiarire i suoi pur leciti dubbi.
Il ruolo dei servizi sociali in questo senso era quello più appropriato.
La
nostra rinuncia alla preparazione dei documenti per un possibile
abbinamento in settembre è stata momentanea e legato ad una particolare
situazione in atto in quel momento.Alla luce di quanto accaduto Le chiediamo se c'è la possibilità che il tribunale prenda una decisione, rispetto alla richiesta dell'ente, senza dover necessariamente avere una nuova relazione dei servizi sociali.
Forse la nostra richiesta è ingenua e non tiene conto dei percorsi "obbligati" della giustizia, ma sentivamo che fosse giusto provare a sottoporglieLa.
Rimaniamo in attesa di una cortese risposta, ci rimettiamo naturalmente ad una Sua decisione e rimaniamo disponibili a ogni chiarimento.
Grazie per l'attenzione che potrà darci e buon lavoro,
Marcella Venchiarutti
Massimo Perrone
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