E' passato un mese, 35 giorni da quando abbiamo saputo di te.
Abbiamo un nome, due foto da consumare di sguardi, qualche documento.
L'ubriacatura di emozioni dell'abbinamento è passata ed ora?
Un figlio, già tale nel cuore, ma non nella realtà: sei dolorosamente lontano.
La paura che qualcosa possa andare storto come sottofondo costante.
La vita intorno che procede indifferente e complicata.... cose da fare, incombenze, impegni che fanno correre veloci le giornate e ti riempiono di stanchezza e ansia.
Preparo lo spazio nella mente e nella quotidianità, quello nel cuore è già pronto da tempo.
In generale mi sento molto fatalista.
Non c'è nulla che potrei fare e che non faccio: è l'unico modo che ho per assolvermi, per tollerare questo percorso obbligato.
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