mercoledì 22 aprile 2015

35 giorni

E' passato un mese, 35 giorni da quando abbiamo saputo di te.
Abbiamo un nome, due foto da consumare di sguardi, qualche documento.
L'ubriacatura di emozioni dell'abbinamento è passata ed ora?
Un figlio, già tale nel cuore, ma non nella realtà: sei dolorosamente lontano.
La paura che qualcosa possa andare storto come sottofondo costante.
La vita intorno che procede indifferente e complicata.... cose da fare, incombenze, impegni che fanno correre veloci le giornate e ti riempiono di stanchezza e ansia.
Preparo lo spazio nella mente e nella quotidianità, quello nel cuore è già pronto da tempo.

In generale mi sento molto fatalista.
Non c'è nulla che potrei fare e che non faccio: è l'unico modo che ho per assolvermi, per tollerare questo percorso obbligato.


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