Gentile Dott. Sceusa,
abbiamo avuto modo di conoscerla l'anno scorso agli
incontri organizzati all’ANFAA di Trieste.
In questa lunga lettera vorremmo raccontarle alcuni
aspetti del nostro secondo percorso adottivo, perché ci piacerebbe avere un suo
parere al riguardo.
La nostra prima adozione, nell'arco di circa due anni dal
dal deposito in tribunale della nostra disponibilità, ci portò nel 2007 in
Vietnam da nostro figlio Mattia Minh Tuan.
Nel 2011 decidemmo di tentare una seconda adozione. Anche
se proprio in questi giorni abbiamo avuto la bella notizia di un abbinamento
con un bambino vietnamita (che non vediamo l'ora di raggiungere), la strada è
stata questa volta assai più tortuosa e complicata a causa di una serie di
intoppi che ora proviamo a sintetizzare.
- 12/10/2011: deposito disponibilità al TDM Trieste (proc. n. 59-11 I coniugi Perrone - Venchiarutti)
- 21/07/2012: ricevimento decreto di idoneità
- 16/03/2013: conferimento mandato all'associazione Ariete Onlus
- 09/10/2013: raccomandata dall'associazione Ariete (nella quale si chiede la revisione del decreto di idoneità)
- 13/03/2014: colloquio con il giudice onorario (dott. Squarcina)
- 15/05/2014: termine nuovo percorso con i servizi sociali
- 10/07/2014: invio relazione in tribunale da parte dei servizi sociali
- 02/09/2014: secondo colloquio con il giudice onorario (dott. Squarcina)
- 30/09/2014 nuovo decreto di idoneità (o meglio: revisione del decreto)
- richiesta dell'ente di preparazione dei documenti
- 05/11/2014 invio dossier documenti all'associazione Ariete
- 18/02/2015 segnalazione di dati scorretti sul passaporto di Marcella
- 26/02/2015 nuovo passaporto e nuovo dossier documenti
- 18/03/2015 abbinamento
In particolare ci sono due punti che vorremmo
evidenziare:
PUNTO 1: tempo trascorso per ottenere la revisione del decreto di
idoneità richiesta dall’ente (dal 9 ottobre 2013 al 30 settembre 2014)
Il 9 ottobre 2013
l’associazione Ariete, alla quale abbiamo conferito mandato per l’adozione
internazionale il 16 marzo 2013, invia una raccomandata indirizzata a noi, al
Tribunale dei minori di Trieste, ai servizi sociali e alla CAI. In questa
raccomandata l'associazione mette in discussione il nostro decreto di
idoneità appellandosi a “sopravvenute
cause che incidano in modo rilevante sul giudizio di idoneità (cfr. art. 30,
comma 4, della legge n.
184/83, e l’art. 14, comma 1, lettera c, del DPR n. 108/07)”.
Scrive l'associazione Ariete che, “ai sensi della normativa in vigore e in ottemperanza della stessa deve
informare tempestivamente l’Autorità giudiziaria competente ed i Servizi
psico-sociali territoriali al fine di attivarli e coinvolgerli al Vs. caso per
rivalutare in maniera più approfondita l’attuale disponibilità (o meglio
idoneità) all’adozione nonché la concreta percorribilità della stessa”.
In sintesi, Ariete sostiene che noi avremmo "omesso informazioni sulla situazione
sanitaria della sorella e dei genitori della Sig.ra Venchiarutti. Entrambi le
situazioni, peraltro, risultano tali ad oggi e non emerge alcun riferimento
alle stesse nella relazione psicosociale propedeutica alla dichiarazione di
disponibilità all’adozione".
Il malinteso nasce a parer nostro dalla mancata presa
visione da parte dell’associazione Ariete della relazione psicosociale del 2006
(quella della prima adozione), nella quale sono presenti tutte le informazioni
che secondo loro sarebbero state omesse. Va sottolineato inoltre il fatto che
l’associazione Ariete è entrata in possesso di entrambe le relazioni – quella
del 2006 e quella integrativa del 2012 – fin dal 20 settembre 2012, data di
conferimento mandato.
Ci sono voluti 5
mesi solo perché il nostro fascicolo passasse dalla Procura all’ufficio
adozioni del TdM, dove è stato assegnato alla dott. Squarcina.
Il 13 marzo 2014
otteniamo il colloquio con il giudice onorario dott. Squarcina, e in cuor
nostro (viste anche le rassicurazioni avute nel mentre da parte di assistente
sociale e psicologa dei servizi sociali) crediamo che tutto verrà chiarito a
breve. Purtroppo ci renderemo conto che non sarà così.
Il colloquio la dott.
Squarcina è stato essenzialmente interlocutorio: dopo averci ascoltato in
merito alla vicenda, la dott. Squarcina ha verbalizzato e ci ha spiegato che il
verbale sarebbe stato trasmesso dapprima ai servizi, con la richiesta di una
relazione integrativa, e successivamente al PM, che avrebbe infine deciso in un
senso (il non luogo a procedere e l'emissione di un nuovo decreto integrativo)
o nell'altro (la revoca del decreto).
A causa di una successione di eventi avversi
(pensionamento dell’assistente sociale che ci aveva seguito fino a quel
momento, malattia della collega che le era subentrata, ferie ….) dobbiamo
attendere ancora quasi 6 mesi per
ottenere il 2 settembre 2014 il colloquio conclusivo con la dott. Squarcina.
Nel frattempo, accade un fatto che riteniamo
significativo e che viene da noi segnalato sia ai servizi sociali, sia alla
dott. Raddino del TdM, ma senza conseguenze: il 3 aprile 2014 riceviamo una mail e una telefonata da parte della
referente dall'Associazione Ariete, che chiede di preparare i documenti da
inviare in Vietnam per aprire il dossier estero, allegando, all'uopo,
istruzioni, moduli e modalità di pagamento della quota prevista a questo punto
della procedura. Naturalmente, facciamo loro presente la situazione intricata
nella quale ci hanno messo con la loro raccomandata di ottobre, e quindi
l'assurdità della loro richiesta. La risposta al telefono è un imbarazzato
silenzio, seguito dalla spiegazione che c'è stato un disguido e di far finta
che non ci sia arrivato nulla. Decidiamo in ogni caso di chiedere una loro
risposta ufficiale circa la nostra situazione. Rispondono: “non appena ci rinvierete le relazioni integrative e la relativa
conferma del TdM competente, a seguito di una preventiva valutazione della
documentazione procederemo a riconsegnarvi l'elenco documenti per il Vietnam
aggiornato per al successivo invio all'estero del dossier”.
Il 30 settembre
2014, dopo che l'associazione Ariete ci sollecita nuovamente per la
preparazione del nostro dossier, facciamo l'ennesima telefonata all’ufficio
adozioni e abbiamo finalmente la risposta tanto desiderata: il nuovo decreto
è pronto.
In tutto c’è voluto poco
meno di un anno per chiarire la situazione e per poter ricominciare
un’altra attesa.
Le chiediamo (sperando naturalmente in una sua risposta
positiva e propositiva): qualcosa sarebbe potuta andare in modo diverso?
PUNTO 2: problema autentica nostre firme su documento
di delega per il referente estero
Premettiamo
che siamo consapevoli che attualmente scappatoie non ce ne sono, ma le vorremo
chiedere se è pensabile pensare di trovare una soluzione “generale” al problema
burocratico in cui siamo incappati, e che crediamo possa interessare molte
coppie di aspiranti genitori adottivi.
Le spieghiamo meglio. Nel novembre 2014, dopo aver
ottenuto la revisione del decreto di idoneità e preparato il dossier dei
documenti da spedire in Vietnam, ci siamo rimessi in paziente attesa.
Attendiamo fiduciosi finché lo scorso 18 febbraio
l'associazione Ariete si accorge di un'irregolarità sul passaporto di Marcella:
una M al posto di una F là dove è specificato il sesso.
Oltre a rifare il passaporto, abbiamo dovuto rifare tutti
i documenti sui quali compariva il numero del passaporto, vale a dire: 2 copie conformi del passaporto, 2 copie conformi della dichiarazione del Datore di
lavoro, 3 copie in originale della richiesta di adozione con nome
generico e, infine, altri due documenti che sono quelli che ci hanno creato dei
problemi: li riportiamo qui di seguito.
Documento 1:
DELEGA PER IL REFERENTE ESTERO PER IL COMPLETAMENTO DELL’ADOZIONE da compilare
SOLO con i dati di cui si è
conoscenza. 2 copie con le firme autenticate dei coniugi in Comune
(timbri e firme blu)
Documento 2:
DELEGA PER IL REFERENTE PER LA PROCEDURA INIZIALE firme e timbri blu
2 copie con le firme
dei coniugi autenticate in Comune
Ci presentiamo così
al centro civico con il plico dei documenti da autenticare, ma abbiamo un’amara
sorpresa: l’impiegata si rifiuta di autenticare la nostra firma sulle due deleghe.
A nulla serve farle osservare che la medesima operazione era stata fatta senza
difficoltà alcuna solo qualche mese prima in un altro centro civico dello
stesso comune, né giova mostrarle i vecchi documenti autenticati dalla sua
collega.
Anche la dirigente
Maricchiolo, contattata l’indomani, ci conferma l’impossibilità da parte loro
di effettuare l’autentica, in quanto di competenza notarile.
Chiamiamo
l’ente Ariete, che ci conferma che già altre coppie hanno avuto il medesimo
problema, e non c’è nulla di “ufficiale” cui appigliarsi: sta solo
all’impiegato cui ci si trova davanti la decisione di “concedere o meno”
l’autentica. Il suggerimento è quello di rivolgersi altrove o ad un notaio.
Decidiamo
perciò di scrivere a tutti i comuni limitrofi (Muggia, San Dorligo, Duino,
Staranzano, Monfalcone), alla
cancelleria della Volontaria Giurisdizione presso il Tribunale, a tutti i notai
in attività di Trieste, e infine al sindaco di Trieste.
Le risposte dei
vari uffici comunali sono negative, così come quella del tribunale.
Le risposte dei
notai sono variegate: 10 (su 19 interpellati) non rispondono proprio, un altro
si rende disponibile ad un costo di 50€, altri a 200€+IVA, un altro dice che non si può
assolutamente fare perché mancano i dati del minore, un altro ancora sostiene
che serve una procura con registrazione, quindi il costo sale a 400€ per copia.
Per nostra
fortuna scoviamo infine un comune della provincia di Gorizia che sembra
disponibile. Ci presentiamo in questo comune il 26 febbraio alle 17.30 tutti e
tre insieme (anche Mattia Minh Tuan), con penna blu e tampone blu per i timbri
(in Vietnam è fondamentale l'inchiostro blu).
Un’impiegata
molto cortese ci accoglie, fa qualche domanda sul nome e cognome del bambino
adottato che manca, ma decide di soprassedere.
Non ci par
vero! Comincia a timbrare e firmare e controllare se è tutto corretto. Un'oasi
di buon senso!
Dopo 10 minuti
siamo fuori da quell’ufficio con tutti i documenti pronti per la spedizione.
Nei giorni
seguenti riceviamo dal comune di Trieste la seguente mail:
cui
decidiamo di rispondere:
Alla fine, la
nostra domanda è la seguente: nell'ottica della semplificazione amministrativa
(che il nostro attuale Governo sembra perseguire con tenacia) non potrebbe
essere un ufficio presso il Tribunale dei Minori ad occuparsi di questo genere
di autentiche ?
Grazie per
l’attenzione, la pazienza e il tempo che ci ha dedicato,
Marcella
Venchiarutti e Massimo Perrone





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