venerdì 14 novembre 2014

se ne parla...


La maestra oggi mi ha fermato all'uscita di scuola preannunciandomi che sul quaderno di italiano avrei trovato un tema dal titolo "La mia mamma". Ha voluto dirmi che l'iniziativa di farlo non era partita da lei, ma da Mattia stesso, che l'aveva proposto alla classe.





Che dire?
E' rasserenante per noi che lui che parli con assoluta tranquillità.
C'è un po' di confusione sul concetto di "vero" e sulle motivazioni legate al suo arrivo alla casa dei bambini ;-))
Quando l'abbiamo letto insieme gli ho chiesto: "Mattia, ma allora, se la mamma vera è quella che ti ha tenuto nella pancia in Vietnam, io sono finta?" al che per fortuna è seguito un "Ma no, mamma!!"
Siamo tornati poi anche al suo abbandono e al fatto che noi purtroppo non sappiamo il perchè ci sia stato. Possiamo solo fare delle ipotesi, magari insieme e possiamo sicuramente essere grati a quella mamma che si è assicurata che lui fosse portato al sicuro nella casa dei bambini dove in un giorno felice lo abbiamo conosciuto.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Gulp!!C'è poco da fare...anche quando ne parlano con estrema tranquillità io mi sento sempre un pò sotto esame.
Nel tuo caso direi esame passato a pieni voti no??
Belli gli spunti di riflessione che hai colto, brava mamma (VERA, aggiungo io)

Unknown ha detto...

Beh che dire i nostri bambini usano parole semplici (vero, finto, poco cibo)x spiegare un avvenimento della loro vita , che insomma di semplice e spiegabile ha poco . La cosa che conta (penso io )e che ne parlino . Poi a loro il duro lavoro di una vita x elaborarli e a noi quello di beccarsi i colpi nella pancia , senza far smorfie di dolore quando ne parlano con noi . Bravo Mattia e bravi voi